Armanda Negri

Nata a Stradella in provincia di Pavia, si è diplomata in materie artistiche a Milano e ha proseguito gli studi sotto la guida del prof. Gino Moro. Vive e lavora a Grottaferrata.

La sua prima mostra personale risale al 1978 con lavori figurativi ad acquerello, e alcuni ad olio, che raffigurano paesaggi urbani e di campagna resi con una propensione alla sintesi delle forme realistiche, attraverso un disegno morbido e colori sfumati, leggeri ed armoniosi.

Segue il periodo delle Carte, 1987, in cui l’artista si misura con la tecnica del collages, incollando piccole strisce di carta leggera che forma delle grinze su cui traccia con l’acquerello delle pennellate di colore che sintetizzano ancora di più le precedenti opere naturalistiche.

Da questo momento l’artista si metterà alla prova con tecniche e supporti sempre nuovi.

Con il ciclo del 1990-91 passa ad esperienze informali con esperimenti materici: la tecnica diventa più complessa introducendo elementi consistenti come sabbia, segatura, gesso e colla che creano uno spessore materico su cui stendere la carta velina, in una tessitura a strisce orizzontali e verticali, e poi il colore, con l’effetto di macchie e piccole annotazioni, con le quali l’artista trasmette le sue sensazioni e gli stati d’animo (Ritmi, Percezioni, Intuizioni, Impressioni).

Dal 1993 inizia una nuova fase pittorica contraddistinta da una ricerca spirituale ispirata dalle poesie di David Maria Turoldo che si concretizza con il ciclo di opere “Scandalo della speranza”, esposte nel 1996 al Centro San Fedele di Milano, composte da acquerelli e olii con sovrapposizioni di carte che vengono considerati “percorsi paralleli” in quanto svelano le emozioni suscitate dalle poesie in una forma espressiva-artistica.

Nel 1995 l’artista è invitata da Rossana Chiessi, direttrice della Fondazione Rocchi, Casa Malaparte a Capri, per realizzare in loco un’opera da lasciare in dono alla Fondazione.

Nel 1996 partecipa con l'opera “Annunciazione” (1995) alla mostra “Profezia di Bellezza” al Braccio di Carlomagno, in Vaticano, a cura di Sandro Benedetti e Giorgio Della Chiesa. L'opera è composta da 6 pannelli con tecnica mista su tela.

Nel 1997-98 continua lo studio di testi filosofici e teologici per realizzare la serie “Materia come realtà spirituale”, esposta nel 2000 al Complesso monumentale ospedale Santo Spirito in Sassia a Roma, attraverso l’uso di materiali corposi quali i sacchi (1997), poi i tessuti di lino (1998) per passare alla leggerezza e trasparenza del tulle, su cui viene inserita la foglia d’oro. Tali opere sono state definite “icone astratte dello Spirito”.

Nel 1998 compie un viaggio in Israele dove, visitando i luoghi biblici, si rafforza il suo desiderio di trasmettere un messaggio di positività.

Nel 2000 partecipa alla mostra "Silenzio e Fuoco. Percorsi d'arte contemporanea", nella Sala Lancisi, Archiospedale Santo Spirito in Sassia, Roma, a cura di Mariano Apa e Giuseppe Billi.

Nel 2000 la sua ricerca teologico-iconica la porta a sperimentare una nuova tecnica ripresa da quella delle antiche icone russe ma rivisitata con un linguaggio pittorico moderno; l'opera “La follia dell’amore”, esposta nel 2000 alla IX Biennale d’Arte Sacra, a cura di Maurizio Calvesi, al Santuario di San Gabriele a Teramo, è composta da un trittico di formelle di legno, su cui è stata applicata la foglia d’oro, poi dipinte con pennellate rosse, ecc.; esprime le tematiche della teologia pasquale, dell’Incarnazione, della morte e della Risurrezione di Cristo.
La parte centrale dell'opera, "Io sono la porta", viene inserita nel libro: "L'Arte Sacra in Italia. L'immaginazione religiosa dal paleocristiano al postmoderno" di Timothy Verdon, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano, 2000, fig. n. 144.

Nel 2002 realizza l'opera “Verrà una Donna e sarà la pianta…”, presentata nel 2003 alle Scuderie Aldobrandini a Frascati da Mons. Piero Coda e Maciej Bielawski; si tratta di un trittico ispirato ad una poesia di D. M. Turoldo e composto da 9 pannelli di plexiglass disposti in tre gruppi su cui sono raffigurati elementi naturali-simbolici (grano, uva, melograno) che si rifanno ai temi dell’Incarnazione, dell’Eucarestia e della Resurrezione, ma il tutto in una lettura del mistero femminile, di Maria.

Nel 2004 l'opera “E’ la morte un’aurora”, presentata nel 2005 all’Abbazia di San Nilo a Grottaferrata da Mons. Piero Coda, si ispira ancora ad una frase di D. M. Turoldo e riprende la tecnica dell’icona ma in una interpretazione moderna e con un linguaggio geometrico, lineare e simbolico. L'opera è composta da 9 formelle lignee coperte da foglia d’oro; in senso circolare è la scritta in greco “radiosa stella del mattino vieni”.

Nel 2006 continua la ricerca artistico-spirituale con l'opera “Sacro è il corpo”, esposta nel 2007 alla mostra “Tuscolanae”, II edizione, alle Scuderie Aldobrandini a Frascati, composta da un trittico con tecnica mista con uso di foglia d’oro e di tempera all’uovo su lastra di ottone. L'opera vuole rivelare che il nostro corpo attraverso Cristo (tondo centrale) è destinato a partecipare al dinamismo trinitario.

Nel 2007 espone al Museo Civico Umberto Mastroianni a Marino, con una mostra retrospettiva “Armanda Negri. Opere 1993 – 2006”, a cura di Virginia Vittorini.

Nel 2008 nel volume "La Bellezza nella Parola. L'arte a commento delle letture festive Anno B" di Timothy Verdon, Edizioni San Paolo S.r.l., 2008, vengono inserite le opere "Luogo d'incontro delle diversità", 1997, p.123 e "La materia si sfuma e rivela l'oro", 1998, p.167.

A dicembre l'opera “Verrà una Donna e sarà la pianta” (2002) viene collocata nell’Aula Magna in occasione dell’inaugurazione dell’Istituto Universitario Sophia, Loppiano (Fi).

Nel 2008 realizza l'opera “Paolo a Gerusalemme” per illustrare una lettura del Lezionario feriale tempo ordinario anno pari, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 2008, ill. p. 640; nel 2009 l'illustrazione viene inserita nel volume "Gli artisti e la Bibbia il nuovo Lezionario", catalogo a cura di Mariano Apa, Giuseppe Billi, Andrea Dall’Asta, Crispino Valenziano, edizione Skira, Ginevra-Milano, 2011, ill. tav 141 p. 115. Ora l'opera è situata nel Museo dell’Istituto Paolo VI , Concesio (Bs).

Nel marzo 2009 l'opera “La follia dell’amore” (2000) viene collocata nella Cappella feriale della chiesa Santa Maria Madre di Ospitalità, Villa Verde (Rm).

Il 21 novembre 2009 l'artista viene invitata all’Incontro di Sua Santità Benedetto XVI con gli artisti nella Cappella Sistina, Città del Vaticano.

Nel 2011 realizza “Divinità Umanità / Umanità Divinità” un ciclo di 7 pannelli con tecnica mista su tela con inserimento della foglia d’oro. l'opera cerca di rispondere alle domande: da dove veniamo, chi siamo, dove andiamo e rappresenta il divino e l’umano che si uniscono in Cristo fino a diventare una cosa sola.

Nel 2013 in occasione dell’inaugurazione della Cappella della Beatitudine, nella chiesa S. Maria Madre di Ospitalità, Roma, vengono collocate le opere “Sacro è il corpo” (2006) e “Divinità Umanità – Umanità Divinità” (2011). L'opera “E’ la morte un’aurora” (2004) viene donata e collocata nella Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Grottaferrata, Abbazia di S. Nilo, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio.

Nel 2014 viene inaugurato il Tabernacolo con sportello Jesus Hominum Salvator realizzato dall’artista, nella Cappella della Beatitudine, nella chiesa S. Maria Madre di Ospitalità, Roma. La stele dove è collocato il tabernacolo rappresenta la colonna dell’Ospitalità dove una comunità accoglie Cristo e il suo Corpo. La spaccatura che attraversa la stele è il luogo dove sgorga l’amore salvifico. Lo sportello è realizzato con tecnica mista e uso di foglia d’oro su lastra di ottone.

Nell'agosto del 2014 partecipa con l'opera "E venne un uomo…" alla Mostra d’Arte e Documentazione "Il Concilio Vaticano II. Giovanni XXIII. Arte e testimonianza in Assisi", a cura di Mariano Apa, presso la Galleria d’Arte Contemporanea della Pro Civitate Christiana in Assisi. Si tratta di un trittico con uso di colori acrilici e foglia d’oro su tela. L'opera pone al centro Giovanni XXIII immerso nella luce dello Spirito Santo, luce che si irradia anche nei cerchi dei pannelli laterali a sconfiggere le tenebre e attraverso il "Concilio Vaticano II" e l’Enciclica "Pacem in terris" a purificare e rinnovare la Chiesa e il mondo intero.

Nel 2016 espone al Museo Diocesano di Albano, Palazzo Lercari, con una mostra personale "Il Giardino dell’Eden" a cura di Virginia Vittorini, in cui presenta le opere "Giardino dell’Eden" (2015), tempera e foglia d’oro su carta, la "Gerusalemme Celeste" (2015), quadrato su tavola di legno con colori acrilici e foglia d’oro, il "Mistero Pasquale" (2011), serie di bozzetti a tempera su carta, l’"Annunciazione" (1995), infine l'opera "E venne un uomo…" (2014), colori acrilici e foglia d’oro su tela, donata al Museo.

A maggio l'opera "Annunciazione" (1995) viene collocata sopra la porta d’ingresso della chiesa Santa Maria Madre di Ospitalità, Villa Verde (Rm).

Ad ottobre partecipa con l'opera "Il Giardino dell’Eden" alla collettiva "Immagini dal paradiso", nella Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Grottaferrata, Abbazia di S. Nilo, in occasione della III edizione di "La voce dei Libri: La Commedia di Dante – Il Paradiso".

Nel 2017 partecipa alla mostra "Raccontare il Sacro" a cura di Mariano Apa, nella Galleria d'Arte Contemporanea della Pro Civitate Christiana in Assisi, con l'opera " Lex Amoris" del 2015, composta da due pannelli; si tratta di una rivisitazione del "Lex Amoris" del Beato Angelico, Convento di San Marco a Firenze, usando un linguaggio contemporaneo.

Vengono esposte anche le opere “Nessun tempo ti contiene” e “Nuova terra e cieli nuovi nasceranno” del 1994, donate alla Galleria d’Arte Contemporanea della Pro Civitate Christiana in Assisi.

Nel 2018 partecipa alla “Mostra di Arte Contemporanea”, a cura di Mariano Apa, nelle Scuderie Aldobrandine, Frascati, presentando un Polittico composto da 11 opere.

Nel 2019 partecipa con le opere “L’incontro” e “Il vento dello Spirito fa vibrare la materia” del 1997 alla Conversazione “Immagini dell’Annuncio e della Pentecoste intorno all’arte di Armanda Negri”, tenuta da Mariano Apa, nella Basilica di S. Maria, Abbazia di S. Nilo a Grottaferrata.

Nel 2020 l’artista confronta le icone bizantine tradizionali con l’arte contemporanea non figurativa nel catalogo “Il mistero della fede nell’arte delle Icone di Oriente e Occidente”.

Armanda Negri